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Malonno: cosa vedere

Le torri gentilizie e la parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita

Tre torri gentilizie, con muratura in pietra irregolare, bei portali, alcuni più complessi e lavorati, altri con semplici architravi in granito, arcate ed involti, resti un po’ trascurati di case importanti o di chiara struttura contadina, un interessante forno fusorio, si trovano nel centro storico di Malonno. Il forno risale all'incirca al XVI sec. il forno situato nella parte alta di Malonno, detta appunto «fùren». Ben conservato, costituisce uno dei più importanti documenti di archeologia industriale in area camuna (essendo l'unico antico forno conservato).

Tutto lascia immaginare quanto fosse importante nei secoli passati e quanto interesse turistico potrebbe avere se, si esaltasse con adeguate ristrutturazioni, quanto d’antico è rimasto. Sulla rupe che sovrasta il paese, tutto in salita, si eleva la stupenda parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita, settecentesca, da poco restaurata, curatissima, cui si accede percorrendo un viale acciottolato di buon gusto e salendo un’ampia gradinata preceduta da balaustre in pietra locale. Tutto in questa chiesa è grandioso: l’architettura esterna ed interna, gli affreschi che la rivestono, che sono grandi rappresentazioni storiche, le ottime tele d’autori importanti, il raffinatissimo altare maggiore, in marmo policromo, il pulpito, il ricco organo cui si può accedere dalla sagrestia per una scaletta a chiocciola, con i gradini di granito lavorati e sagomati a mano, i bellissimi mobili, contenenti i paramenti per le funzioni, la pavimentazione quasi interamente in pietroni di gradazione verde e grigia. Di grande suggestione è la macchina del triduo dei morti, con centinaia di candele, che copre interamente l’altare maggiore nei primi giorni di quaresima. Il campanile, più basso della chiesa, è tutto quanto rimane dell’antica chiesetta degli Agostiniani. Una grande stanza, posizionata sotto il presbiterio, emana, con la sua volta a molte vele ed i suoi affreschi, un fascino misterioso: sembra fosse circondata da scranni lignei su cui sedevano congregazioni religiose durante le loro riunioni.

Frazione di Lava e la Chiesa di Santa Maria

Piacevole sorpresa nella frazione di Lava: un muretto di granito circonda la chiesa di S. Maria, d’originaria struttura quattrocentesca, poi rimaneggiata nel ‘700, come dimostrano i bei portali in occhialino chiaro, l’eleganza dell’altare maggiore in marmi intarsiati e la raffinatezza delle soase dorate. Tutto vi meraviglierà in questa chiesetta, cui si accede scendendo una severa scala di granito: la Madonna in trono quattrocentesca, affresco strappato da una casa di Lava, i bei quadri seicenteschi, appena restaurati, il piccolo tabernacolo dell’altare di S. Sebastiano e le sue preziose statuette lignee, i bellissimi candelabri argentati, le porte in noce antico, i magnifici mobili della sacrestia con colonnine tortili e delicati capitelli di foglie d’acanto. La cortese signora Bartolomea, della casa accanto, vi accompagnerà nella visita, mostrandovi la bella pavimentazione in pietra della seconda sacrestia, lamentandosi del brutto altare nuovo che toglie fascino all’insieme, raccontandovi della fontana esterna, pezzo unico in granito di quasi due metri, che fa da riparo al torrente: assicura che moltissimi anni fa, in piena, trasportò a valle la fontana ed una culla nella quale fu ritrovato un bimbo sano e salvo. Passerete una mezzora davvero piacevole, che arricchirà le vostre conoscenze e vi convincerà di quanto sia ricca la storia e l’arte dei nostri paesi di montagna e di quanto sia importante mantenerle in vita.

Le frazioni

Le numerose frazioni, di poche case e tante chiesette settecentesche, ornano la montagna, godono di stupendi panorami sulla valle che qui si allarga e prende luce: visitarle può essere occasione per belle e salutari passeggiate a piedi.

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Ultimo aggiornamento
18 June 2021